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Nuda proprietà e usufrutto: chi paga l’IMU?

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Può capitare che si acquisti un immobile in nuda proprietà ottenendo un vantaggio economico, come pure è frequente che nell’ambito di una compravendita i genitori acquistino l’usufrutto e i figli la nuda proprietà, o ancora, che i genitori donino ai figli la nuda proprietà riservandosi il diritto di usufrutto.

Ricordiamo, prima di tutto, che l’usufrutto è un diritto reale minore regolato dagli articoli 978 e seguenti del codice civile, consistente nel diritto di un soggetto (usufruttuario) di godere di un bene di proprietà di un altro soggetto (nudo proprietario) e di raccoglierne i frutti, ma con l’obbligo di rispettarne la destinazione economica. Si tratta di un diritto reale di godimento su cosa altrui dal contenuto molto vasto: le facoltà dell’usufruttuario hanno infatti un’estensione che si approssima, pur senza raggiungerla, alla facoltà di godere delle cose spettanti al proprietario, al quale residua la nuda proprietà.

Capita spesso di chiedersi: chi paga l’IMU e le imposte locali? L’usufruttuario o il nudo proprietario? Su questo ci sono pochi dubbi: la normativa prevede che il soggetto passivo dell’imposta è il possessore “a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e superficie”. Pertanto è l’usufruttuario che paga l’Imu.

Fisco

Bonus facciate: per quali interventi?

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A diversi mesi di distanza dalla entrata in vigore del bonus facciate, si delinea, con maggiore precisione, l’ambito applicativo del beneficio fiscale, limitato agli interventi che riguardano l’involucro visibile dell’edificio.

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta all’interpello n. 185, ha fornito importanti chiarimenti in ordine all’applicabilità del bonus facciate da un punto di vista oggettivo, analizzando le specifiche tipologie di interventi, prospettate dal contribuente istante.
Continua su https://www.condominioweb.com/bonus-facciate-per-quali-interventi.17098

Servizi

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Fisco

Superbonus per i lavori in casa, tutto quello che c’è da sapere in vista del 1° luglio

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Una detrazione del 110% – valida per le spese dal 1° luglio al 31 dicembre 2021 – da recuperare in cinque anni o da trasformare in sconto in fattura. Oppure da cedere a banche e fornitori. Ciò che si chiedono adesso milioni di proprietari di immobili – e le imprese – è come passare ai fatti.

Gli interventi “principali” su cui si applica il 110% sono i cappotti termici, i nuovi impianti di riscaldamento ad alta efficienza e il sismabonus, oltre agli interventi collegati (fotovoltaico, colonnine di ricarica e altre opere di efficientamento eseguite con quelle principali).

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Immobiliare

Servizio visure immobiliari.

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Le visure immobiliari (ipotecarie e catastali) sono molto utili in caso di compravendite, successioni, recupero crediti, sistemazioni patrimoniali. Grazie alle visure immobiliari è possibile, ad esempio:

  • accertare la reale proprietà di un immobile
  • ottenere i dati identificativi corretti di un immobile
  • verificare la presenza di gravami quali pignoramenti, ipoteche e sequestri
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Immobiliare

Sospensione aste abitazione principale.

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Il 30 aprile 2020, è entrata in vigore la legge di conversione del Decreto Legge del 17 marzo 2020, n. 18 (il cosiddetto “Cura Italia”), recante misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Tra le novità apportate dalla legge di conversione (legge del 24 aprile 2020, n. 27), spicca l’introduzione dell’art. 54-ter che introduce una sospensione, per la durata di sei mesi, di ogni procedura esecutiva immobiliare:

“Art. 54-ter – Sospensione delle procedure esecutive sulla prima casa

1. Al fine di contenere gli effetti negativi dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, in tutto il territorio nazionale è sospesa, per la durata di sei mesi a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, ogni procedura esecutiva per il pignoramento immobiliare, di cui all’articolo 555 del codice di procedura civile, che abbia ad oggetto l’abitazione principale del debitore”.

Immobiliare

La cessione dei beni nel concordato. Studio n. 14/2020 del Consiglio Nazionale del Notariato.

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Lo studio si incentra sulle forme delle cessioni in ambito concordatario, tanto con riferimento alla legislazione vigente come a quella derivante dal codice della crisi. In particolare lo stesso si sofferma sui riflessi della regola di competitività, che caratterizza la liquidazione concordataria, sia sul procedimento che sull’esito della vendita. Il tutto con particolare attenzione agli aspetti che riguardano gli atti di trasferimento che conseguono tanto alle vendite organizzate secondo il codice di procedura, come quelle conseguenti alle vendite a schema libero, in quest’ultimo caso verificando l’applicabilità delle ipotesi di nullità previste dalle leggi per le cessioni fra vivi, nonché le problematiche scaturenti da eventuali vizi procedurali.

Clicca qui per scaricare lo studio.

Fisco

Decreto liquidità: nuova circolare dell’Agenzia delle Entrate (n. 9 del 13 aprile 2020).

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Con la circolare n. 9 del 13 aprile 2020, l’Agenzia delle Entrate effettua una nuova ricognizione delle disposizioni emanate negli ultimi giorni per far fronte alla crisi di liquidità determinata dall’emergenza Covid19, inquadrando l’ambito applicativo di riferimento, coordinando gli ultimi chiarimenti con quelli forniti in altri documenti di prassi e rispondendo, allo stesso tempo, ai numerosi quesiti posti da associazioni di categoria, operatori e stampa specializzata.

Clicca qui per scaricare la circolare.

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Decreto Liquidità 8 aprile 2020: misure per il sostegno finanziario di imprese e professionisti.

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Risorse fino a 400 miliardi di euro per sostenere la liquidità di imprese e professionisti attraverso il Fondo centrale di garanzia PMI e le garanzie rilasciate da SACE, sospensione di pagamenti fiscali e contributivi, differimento delle scadenze fiscali, disciplina golden power ampliata nei settori di rilevanza strategica nazionale e molto altro.

Clicca qui per scaricare il testo completo del Decreto Liquidità (D.L. n. 23 del 2020) pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

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Antiriciclaggio: aumentano le segnalazioni nel secondo semestre 2019.

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Nel secondo semestre del 2019 la UIF ha ricevuto 54.621 segnalazioni di operazioni sospette, in aumento rispetto a quelle pervenute nel periodo corrispondente del precedente anno (+12,2 per cento). Nell’anno sono state acquisite 105.789 segnalazioni, con un aumento del 7,9 per cento rispetto al 2018.

La crescita del secondo semestre è determinata dalle segnalazioni di riciclaggio, che hanno raggiunto le 53.773 unità (+13,2 per cento), in assoluto il numero più elevato di segnalazioni della specie ricevuto in un periodo di 6 mesi. L’incremento delle segnalazioni è principalmente riconducibile agli IMEL e a banche e Poste.

Sotto il profilo della ripartizione territoriale si osserva l’incremento delle segnalazioni relative a operazioni effettuate in Lombardia (da 9.288 del secondo semestre 2018 a 10.954 di quello in esame), nel Lazio (da 4.697 a 5.662), in Sicilia (da 2.898 a 3.765) e in Emilia-Romagna (da 3.325 a 3.910), mentre registrano una contenuta diminuzione quelle relative alla Toscana (da 3.613 a 3.540).

Nel periodo considerato l’Unità ha complessivamente analizzato e trasmesso agli Organi investigativi 55.328 segnalazioni, con una ulteriore riduzione delle giacenze, portate ai minimi storici. Nello stesso arco di tempo ha adottato 21 provvedimenti di sospensione di operazioni sospette per un valore di complessivi 8,2 milioni di euro.

Nel semestre l’Autorità giudiziaria ha inviato alla UIF 226 richieste di informazioni e ha ricevuto dall’Unità 450 note di risposta, comprensive di seguiti riferibili anche a interlocuzioni avviate prima del periodo di riferimento.

Nel complesso le richieste di informazioni ad altre FIU sono state 512 e risultano collegate per oltre il 50 per cento a esigenze di analisi di segnalazioni di operazioni sospette.

L’Unità ha svolto 12 verifiche ispettive nei confronti di intermediari operanti in settori connotati da elevata complessità ed esposizione a rischi.

Il valore dell’oro scambiato nel semestre ha subito un ulteriore consistente incremento (+19 per cento) imputabile all’aumento del prezzo dell’oro e delle operazioni di compravendita.

Cliccare qui per scaricare l’ultimo numero dei “Quaderni dell’Antiriciclaggio” edito dalla Banca d’Italia.

Fisco

Dl Cura Italia, i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate con la Circolare 8/E del 3 aprile 2020.

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Con il decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 recante “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19” (c.d. “Decreto Cura Italia”) sono state introdotte misure volte a proteggere la salute dei cittadini, a sostenere il sistema produttivo e salvaguardare la forza lavoro.
In particolare, relativamente a tali ultimi due obiettivi, il Decreto prevede specifiche disposizioni, anche di carattere tributario, volte ad affrontare l’impatto economico dell’emergenza COVID-19 sui lavoratori, sulle famiglie e sulle imprese.
Le misure di carattere fiscale recate dal Decreto sono contenute principalmente nel Titolo IV rubricato “Misure fiscali a sostegno della liquidità delle famiglie e delle imprese” ed attengono ai seguenti profili:
– proroga e sospensione dei termini per versamenti ed altri adempimenti tributari;
– sospensione termini delle attività degli enti impositori e del versamento dei carichi affidati all’agente della riscossione;
– misure agevolative specifiche a sostegno delle imprese e dei lavoratori, nonché incentivi fiscali per le erogazioni liberali a sostegno delle misure di contrasto dell’emergenza COVID-19.
Ulteriori previsioni di carattere fiscale sono recate anche da singole disposizioni inserite nell’ambito del Decreto con riferimento, fra l’altro, alle “Misure a sostegno del lavoro” (Titolo II) ed alle “Misure a sostegno della liquidità attraverso il sistema bancario” (Titolo III).
Da segnalare poi, tra le disposizioni inserite nel Tiolo V (“Ulteriori disposizioni”), quelle relative al differimento delle udienze ed alla sospensione dei termini per i procedimenti giurisdizionali in materia tributaria, nonché alla sospensione dei termini per i procedimenti amministrativi.

Al fine di illustrare la portata delle previsioni fiscali del Decreto che interessano i contribuenti e delle norme che esplicano effetti sull’attività degli uffici dell’Agenzia delle entrate e dell’Agenzia delle entrate Riscossione, sono stati forniti primi chiarimenti con i seguenti documenti di prassi:
– risoluzione n. 12/E del 18 marzo 2020 (“Sospensione dei versamenti tributari e contributivi a seguito dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 – primi chiarimenti”);
– circolare n. 4/E del 20 marzo 2020 (“Articolo 67 del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18 – chiarimenti e indicazioni operative sulla trattazione delle istanze di interpello nel periodo di sospensione dei termini”);
– circolare n. 5/E del 20 marzo 2020 [“Primi chiarimenti in merito ai termini per il pagamento degli importi dovuti a seguito di accertamenti esecutivi – Articoli 83 e 68 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (cd. Decreto ‘Cura Italia’)”];
– risoluzione n. 14/E del 21 marzo 2020 (“Sospensione dei versamenti tributari e contributivi a seguito dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 – ulteriori precisazioni”);
– circolare n. 6/E del 23 marzo 2020 (“Sospensione dei termini e accertamento con adesione – Articoli 67 e 83 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (cd. decreto ‘Cura Italia’) – Primi chiarimenti”);
– circolare n. 7/E del 27 marzo 2020 (“Articolo 67 del decreto-legge 17 marzo
2020, n. 18 – chiarimenti e indicazioni operative sulla trattazione delle istanze di accordo preventivo per le imprese con attività internazionale e di
determinazione del reddito agevolabile ai fini del c.d. patent box.”).
Con la risoluzione n. 13/E del 20 marzo 2020, inoltre, è stato istituito il codice tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d’imposta di cui all’articolo 65 del Decreto Cura Italia (“Credito d’imposta per botteghe e 7 negozi”).
A seguito dei quesiti pervenuti da parte delle associazioni di categoria, delle
Direzioni Regionali dell’Agenzia delle entrate nonché di professionisti ed altri contribuenti in merito all’ambito applicativo delle previsioni fiscali contenute nel Decreto, con la nuova circolare, ad integrazione dei documenti di prassi sopra richiamati, vengono forniti dall’Agenzia delle Entrate ulteriori chiarimenti, sotto forma di risposta ai quesiti.
Al fine di rendere sistematica la trattazione degli argomenti nonché di facilitare la fruizione e la lettura del documento, i quesiti trattati sono suddivisi per aree tematiche omogenee sulla base del contenuto che caratterizza le singole previsioni fiscali contenute nel Decreto.

Cliccare qui per scaricare la circolare 8/E del 3 aprile 2020 dell’Agenzia delle Entrate.

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Pubblicato il nuovo modulo per accedere al Fondo per la sospensione dei mutui sulla prima casa.

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È stata pubblicata la nuova modulistica, aggiornata e semplificata rispetto al modello precedente, per presentare la domanda di sospensione del mutuo tramite l’accesso al Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa.
Per facilitare e velocizzare ulteriormente le procedure, il nuovo modello, reperibile sui siti del Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia e delle Finanze, di Consap e dell’Abi, potrà essere compilato direttamente online ed inviato secondo le modalità indicate da ciascuna banca.

A seguito della firma del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto attuativo dell’art. 54 del DL “CuraItalia” che integra la disciplina del cosiddetto fondo Gasparrini, che prevede il diritto, per i titolari di un mutuo contratto per l’acquisto della prima casa che siano nelle situazioni di temporanea difficoltà previste dal regolamento, di beneficiare della sospensione del pagamento delle rate fino a 18 mesi.
In seguito all’emergenza Covid, l’operatività del fondo Gasparrini è stata estesa, consentendo di accedere al medesimo anche ai lavoratori dipendenti con riduzione o sospensione dell’orario di lavoro (ad esempio per cassa integrazione) per un periodo di almeno 30 giorni e ai lavoratori autonomi e ai professionisti che abbiano subito un calo del proprio fatturato superiore al 33% rispetto al fatturato dell’ultimo trimestre 2019. Inoltre, per tutte le ipotesi di accesso al Fondo:

  • non è più richiesta la presentazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE);
  • è possibile beneficiare anche per chi ha già fruito in passato della sospensione (purché l’ammortamento sia ripreso da 3 mesi);
  • è stato previsto che il Fondo sopporti il 50% degli interessi che maturano nel periodo della sospensione.

Per ottenere rapidamente la sospensione del mutuo il cittadino, in possesso dei requisiti previsti per l’accesso al Fondo e che si trovi nelle situazioni in cui è previsto l’intervento dello stesso, deve prendere contatto con la banca che ha concesso il mutuo, la quale dietro presentazione della documentazione necessaria procede alla sospensione del finanziamento.

Fisco

Misure fiscali del “Cura Italia”: lo stop per la successione.

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Anche la dichiarazione di successione beneficia della sospensione dei termini per l’emergenza Covid-19. L’appuntamento dichiarativo dei chiamati all’eredità, infatti, rientra a pieno titolo fra gli “adempimenti tributari” sospesi dal decreto “Cura Italia”, al momento all’esame del Parlamento per la sua conversione in legge, (articolo 62 del Dl n. 18/2020) che ha previsto la sospensione degli adempimenti tributari diversi dai versamenti, nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020.

Anche se la proroga del termine di presentazione della dichiarazione di successione non è espressamente menzionata nel testo normativo “d’emergenza”, questa potrebbe rientrare nella sospensione degli adempimenti tributari in senso lato, come indicato, tra l’altro, dal ministero dell’Economia e delle Finanze sul sito istituzionale. In relazione alla denuncia di successione, i termini entro cui presentare il modello dichiarativo beneficiano della stessa sospensione riservata agli adempimenti tributari. Appare chiaro infatti che di adempimento tributario si tratta, visto che l’invio dell’apposito modello all’Agenzia delle entrate deve essere effettuato entro 12 mesi dalla data del decesso, ai sensi dell’articolo 31 del Tu n. 346/1990, ed è finalizzato al pagamento delle imposte.
Se il termine di presentazione della dichiarazione di successione cade tra l’8 marzo e il 31 maggio 2020, per effetto della misura di sospensione dei termini, l’adempimento dovrà essere effettuato entro il 30 giugno 2020, come previsto dall’articolo 62, contenuto tra le disposizioni fiscali a sostegno della liquidità delle famiglie e delle imprese contenute del “Cura Italia”.

Il contribuente che comunque intende presentarla, è tenuto a pagare le relativa imposte e diritti, in quanto tali versamenti ad oggi non rientrano tra quelli sospesi.
Gli uffici dell’Agenzia continueranno a lavorare le dichiarazioni di successione presentate in questa fase di emergenza, in modo quanto più tempestivo per consentire al contribuente un veloce accesso ai conti del de cuius.
Considerato il periodo eccezionale, il contribuente che non può trasmettere la successione telematica in autonomia, potrà presentarla, come previsto dalle istruzioni alla “dichiarazione di successione e domanda di voltura catastale”, per il tramite dell’Ufficio competente in base all’ultima residenza del defunto, tramite Pec o e-mail, inviando il modello (conforme a quello approvato) compilato e sottoscritto, allegando il documento di identità, l’atto notorio e tutta la documentazione necessaria alla lavorazione da parte delle strutture dell’Agenzia, impegnandosi a depositare tutti gli originali una volta finito il periodo di emergenza.
Unitamente alla dichiarazione il contribuente dovrà presentare anche il modello F24 con il versamento delle imposte e dei tributi autoliquidati o la richiesta di addebito tramite l’apposito modello con le coordinate del proprio conto corrente.

Nei casi residuali in cui è ammesso, il contribuente potrà inviare al medesimo Ufficio il modello di successione 4, cioè quello cartaceo, avvalendosi sempre della Pec, e-mail, raccomandata. Sarà cura dello stesso contribuente comunicare all’Ufficio un riferimento e-mail e un numero di telefono su cui ricevere eventuali comunicazioni e informazioni.

Fonte Fisco Oggi

Fisco

Immobile abitativo o strumentale: diverse le imposte da applicare.

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Il trattamento tributario da applicare ai trasferimenti di fabbricati posti in essere da un soggetto Iva, dipende dalla categoria catastale dell’immobile trasferito e non dall’utilizzo di fatto del bene. Questo principio è stato confermato dalla Corte di cassazione, con la sentenza n. 4074 del 18 febbraio 2020.

Prima di esaminare la vicenda specifica giunta all’esame della suprema Corte, occorre premettere che, al fine di stabilire se un trasferimento di fabbricato da parte di un soggetto Iva rientra nel regime di imponibilità o di esenzione Iva, bisogna tener conto di quanto disposto dall’articolo 10 del Dpr n. 633/1972.
Il numero 8-bis di tale norma disciplina i trasferimenti di immobili abitativi, mentre il successivo numero 8-ter disciplina i trasferimenti di immobili strumentali.
Oltre alla natura del bene trasferito, al fine del corretto inquadramento dell’operazione, occorre considerare soprattutto:

  • la natura del soggetto cedente
  • il periodo di tempo trascorso tra l’ultimazione della costruzione o della ristrutturazione del fabbricato e la cessione del bene
  • l’eventuale opzione per l’assoggettamento a Iva formulata dal cedente.

Sulla base di tali variabili, e tenuto conto di quanto disposto dal citato numero 8-bis dell’articolo 10, i trasferimenti di fabbricati abitativi da parte di soggetti Iva sono disciplinati dalle seguenti regole:

  1. in generale il trasferimento di un’abitazione da parte di un soggetto Iva costituisce operazione esente Iva, l’imposta di registro sarà applicata in misura proporzionale
  2. l’operazione è imponibile ai fini Iva, soltanto nei seguenti casi particolari, nei quali l’imposta di registro sarà applicata in misura fissa:
      • la cessione è posta in essere dall’impresa costruttrice o dall’impresa che vi ha eseguito i lavori di ristrutturazione di cui all’articolo 3, comma 1, lettere c), d) ed f) del testo unico sull’edilizia, Dpr n. 380/2001, entro cinque anni dall’ultimazione dei lavori o dell’intervento
      • la cessione è effettuata dalle stesse imprese oltre il termine di 5 anni sopra indicato, e il cedente ha optato per l’assoggettamento a Iva dell’operazione
      • la cessione riguarda un’abitazione destinata ad alloggio sociale, come definito dal decreto del 22 aprile 2008 del ministero delle Infrastrutture e, nell’atto, il cedente ha esercitato l’opzione per l’imposizione.

In base a quanto riportato nel citato numero 8-ter del medesimo articolo 10, invece, i trasferimenti di fabbricati strumentali da parte di soggetti Iva sono disciplinati dalle seguenti regole:

  1. anche per gli immobili strumentali, in generale, opera il regime di esenzione Iva, l’imposta di registro sarà, comunque, applicata in misura fissa, ai sensi dell’articolo 40 del Dpr n. 131/1986;
  2. l’operazione è imponibile ai fini Iva soltanto nei seguenti casi particolari, nei quali l’imposta di registro sarà applicata in misura fissa:
      • la cessione è posta in essere dall’impresa costruttrice o dall’impresa che vi ha eseguito i lavori di ristrutturazione di cui all’articolo 3, comma 1, lettere c), d) ed f) del testo unico sull’edilizia, Dpr n. 380/2001, entro cinque anni dall’ultimazione dei lavori o dell’intervento (imponibilità Iva per obbligo)
      • la cessione è effettuata dalle stesse imprese oltre il termine di 5 anni sopra indicato, e il cedente ha optato per l’assoggettamento a Iva dell’operazione (imponibilità Iva su opzione)
      • la cessione è effettuata da altre imprese, a prescindere dal tempo intercorso tra la fine dei lavori e il trasferimento e il cedente ha esercitato l’opzione per l’imponibilità a Iva (imponibilità Iva su opzione).

Come si può notare, il regime Iva applicabile alle due tipologie di beni (abitativi e strumentali) non è del tutto coincidente, sia per quanto riguarda l’applicazione dell’Iva, che per quanto riguarda l’applicazione dell’imposta di registro.
Il caso preso in esame dalla sentenza in commento ha riguardato un trasferimento posto in essere da una Srl, di un fabbricato, in relazione al quale, in atto si attestava che:

  • l’immobile, al momento della vendita era classificato nella categoria catastale A/3
  • l’immobile era, di fatto, utilizzato ad uso ufficio
  • la società cedente non aveva costruito l’immobile, ma lo aveva acquistato a titolo oneroso alcuni anni prima
  • la vendita era posta in essere oltre 5 anni dagli ultimi interventi edilizi realizzati sull’immobile.

In atto la società cedente aveva esercitato l’opzione per l’assoggettamento a Iva dell’operazione, richiamando, a tal fine, il numero 8-ter dell’articolo 10 del Dpr n. 633/1972.
Di conseguenza, in sede di registrazione, il notaio, in considerazione del fatto che l’immobile era utilizzato quale ufficio, aveva versato le imposte previste per i trasferimenti di immobili strumentali (imposta di registro in misura fissa, imposta ipotecaria con l’aliquota del 3% e imposta catastale con l’aliquota dell’1%).
L’ufficio presso il quale era stato registrato l’atto, invece, sulla base della categoria catastale dell’immobile (A/3), aveva applicato il regime previsto per gli immobili abitativi con riferimento alla data di stipula dell’atto (esenzione Iva, in quanto l’immobile non era stato costruito né ristrutturato dalla società cedente e applicazione dell’imposta di registro con l’aliquota del 7%, dell’imposta ipotecaria con aliquota del 2% e dell’imposta catastale con l’aliquota dell’1%).
A seguito del ricorso presentato dalla società destinataria dell’avviso di liquidazione la Commissione tributaria provinciale di Bari aveva ritenuto legittimo l’avviso di liquidazione emesso dall’ufficio, mentre la Commissione tributaria regionale della Puglia aveva accolto la tesi della società.
La Corte di cassazione, con la sentenza in commento, richiamando le proprie precedenti sentenze n. 30157/2017 e n. 22765/2016, ha ribadito che l’unico criterio oggettivo da utilizzare per individuare la strumentalità dell’immobile è rappresentato dalla categoria catastale del bene al momento del trasferimento. Si è ritenuta irrilevante “…l’esistenza di un progetto di trasformazione del bene, in quanto nulla garantisce che il progetto sia realizzato e che esso determini un nuovo classamento”.
Di conseguenza si è deciso che, nel caso in esame doveva applicarsi il trattamento tributario previsto per gli immobili abitativi, in considerazione della categoria catastale del bene (A/3).
Pertanto, poiché l’alienante non era la società che aveva costruito o ristrutturato l’immobile, è stato ritenuto che la vendita doveva essere assoggettata a imposta di registro in misura proporzionale e, quindi, non era possibile optare per l’applicazione dell’Iva.

L’orientamento della Corte di cassazione è conforme ai principi espressi, in più occasioni, dall’Amministrazione finanziaria.
Con la circolare n. 27 del 4 agosto 2006, ad esempio, si era già affermato che la distinzione tra immobili abitativi e strumentali deve essere operata con riferimento alla categoria catastale del fabbricato, a prescindere dall’effettivo utilizzo del bene. In particolare, si è precisato che devono essere considerati fabbricati abitativi gli immobili censiti nelle categorie catastali da “A/1” ad “A/11”, con esclusione della categoria “A/10”, riservata agli uffici.
La successiva circolare n. 18 del 29 maggio 2013 ha specificato che i fabbricati strumentali sono, invece, censiti nella categoria “A/10”, e negli interi gruppi catastali “B”, “C”, “D” ed “E”.
Nel caso di specie, l’operato dell’ufficio, conforme ai chiarimenti di prassi, è stato ritenuto legittimo dalla Corte di cassazione.

Fonte Fisco Oggi

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Informazioni commerciali aziende

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Il rating è pertanto un indice che consente di valutare rapidamente l’affidabilità finanziaria di un’impresa attraverso l’analisi delle variabili demografiche dell’impresa (forma giuridica, anzianità, settore economico, ecc.), degli elementi anagrafici di titolari e soci, di informazioni di bilancio (fatturato, debiti, ratios finanziari, ecc.) e di informazioni settoriali.

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2019: fallimenti in calo.

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Secondo l’analisi di CRIBIS si torna ai livelli del 2010; con un trend positivo del settore dell’edilizia dal 2015. Inoltre i concordati preventivi sono diminuiti del 73,5% negli ultimi 6 anni.

Nel 2019 i fallimenti delle imprese italiane sono diminuiti dell’1,7% rispetto al 2018, passando da 11.233 a 11.044: è quanto emerge dall’Analisi dei fallimenti in Italia condotta da CRIBIS, società del Gruppo CRIF specializzata nella business information. I cali più significativi nel settore dell’edilizia (-12,2%, 1.974 aziende fallite) che conferma così il proprio trend positivo dal 2015; per la prima volta in aumento dagli ultimi cinque anni, invece, i fallimenti nel settore industriale (+3,8%, con 2.086 aziende vs 2.010) e nel commercio (+1,3%, 3.521 vs 3.475).

L’analisi di CRIBIS ha inoltre rilevato nel 2019 2.567 fallimenti nel settore dei servizi (-1,6%), a fronte dei 3.019 del 2015, anno nero per il comparto negli ultimi 10 anni, mentreil 2014 è stato l’anno con più imprese fallite nei settori del commercio (4.643), dell’edilizia (3.343) e dell’industria (3.247).

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D.L. Cura Italia nell’analisi dell’Ordine Nazionale dei Commercialisti.

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Il decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, denominato “Cura Italia”, introduce una serie di misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19, per complessivi 25 miliardi, che va ad aggiungersi ai precedenti interventi confluiti nei decreti-legge n. 14 del 9 marzo 2020, n. 11 dell’8 marzo 2020, n. 9 del 2 marzo e n. 6 del 22 febbraio.

Le misure si muovono lungo quattro direttrici:

  1. finanziamento e potenziamento della capacità di intervento del Sistema sanitario, della Protezione civile e degli altri soggetti pubblici impegnati sul fronte dell’emergenza;
  2. sostegno ai lavoratori e alle aziende per la difesa del lavoro e del reddito;
  3. sostegno alla liquidità delle famiglie e delle micro, piccole e medie imprese, tramite il sistema bancario e l’utilizzo del fondo centrale di garanzia;
  4. sospensione degli obblighi di versamento di tributi e contributi e di altri adempimenti fiscali e introduzione di incentivi fiscali.

Il documento fornisce una prima sintesi delle disposizioni di maggiore interesse, rimandando ulteriori approfondimenti a successivi interventi.

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