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Informazioni commerciali aziende

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L’informazione commerciale è uno strumento di supporto alle decisioni nell’ambito del credito e in particolare del credito commerciale.

Per consentire ai propri clienti di disporre in ogni momento di un supporto affidabile per un primo esame della solidità finanziaria di un’impresa, i nostri partners hanno sviluppato un sistema di rating che integra le informazioni che provengono dalle fonti pubbliche (Camere di Commercio, Tribunali e Uffici di Pubblicità Immobiliare) e, grazie all’applicazione di sofisticati algoritmi su base statistica, esprimono un giudizio sull’affidabilità creditizia e finanziaria di qualsiasi impresa italiana.

Il rating è pertanto un indice che consente di valutare rapidamente l’affidabilità finanziaria di un’impresa attraverso l’analisi delle variabili demografiche dell’impresa (forma giuridica, anzianità, settore economico, ecc.), degli elementi anagrafici di titolari e soci, di informazioni di bilancio (fatturato, debiti, ratios finanziari, ecc.) e di informazioni settoriali.

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Dieci consigli utili dal Notariato per gli acquirenti di immobili in costruzione.

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Il Consiglio Nazionale del Notariato ha partecipato il 14 marzo ad una conferenza stampa svoltasi a Roma e organizzata a Montecitorio da Assocond Conafi per spiegare le nuove tutele a favore degli acquirenti di immobili in costruzione in vigore a partire dal prossimo 16 marzo, introdotte con il Decreto Legislativo n. 14/2019 “Codice della crisi d’impresa” che ha modificato il D. Lgs 122/2005, e con il quale si integra e dà piena attuazione alle garanzie già inserite nel 2005.

Con l’occasione il Notariato ha presentato un decalogo sulle nuove tutele in vigore a partire dal 16 marzo per gli acquirenti di immobili in costruzione. La legge sull’acquisto di immobili da costruire (dlgs 122/2005) si applica quando il venditore sia un costruttore e cioè un imprenditore (in forma individuale o societario) o una coop edilizia e l’acquirente sia una persona fisica (anche socio di coop edilizia).

1 – Cosa prevede oggi la legge per tutelare gli acquirenti degli immobili da costruire?

Con il dlgs 122/2005 il legislatore si è preoccupato di tutelare le persone fisiche, che stipulano con un’impresa di costruzioni un contratto che ha come effetto il trasferimento non immediato di un immobile in corso di costruzione, dal rischio che, a causa della crisi dell’impresa costruttrice, l’acquirente subisca la perdita degli acconti versati per l’acquisto.

La tutela per chi compra prevede:

– l’obbligo del costruttore di consegnare all’acquirente una fidejussione, che garantisca il rimborso, in caso di crisi dell’impresa, di tutte le somme pagate o da pagare prima del trasferimento definitivo della proprietà;

– l’obbligo di consegnare all’acquirente, al momento del trasferimento della proprietà, una polizza assicurativa di durata decennale (cd. decennale postuma) che garantisca il risarcimento dei danni materiali e diretti all’immobile, derivati dalla rovina totale o parziale o da gravi difetti costruttivi.

2 – Perché il legislatore è intervenuto sulla norma (dlgs 122/2005)?

Il legislatore si è reso conto che la norma, per gli acquisti effettuati fino al 15 marzo 2019, poteva essere facilmente disapplicata poiché le imprese potevano non rilasciare le garanzie e comunque vendere gli immobili in costruzione. Lo spirito della norma non è solo migliorare le tutele a favore dell’acquirente, ma anche la qualità imprenditoriale, introducendo la necessità per il costruttore di essere considerato “garantibile”.

3 – Come cambia la tutela per gli acquirenti degli immobili da costruire?

La nuova legge (dlgs n.14/2019) prevede l’obbligo di stipulare il contratto preliminare (mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata) con l’intervento del notaio, al quale impone di verificare ed attestare la correttezza della fidejussione (che deve essere conforme ad un modello ministeriale).
Il notaio non stipulerà l’atto in assenza di fidejussione.

Inoltre, in base alle nuove norme, la fidejussione garantisce il rimborso delle somme versate dal futuro acquirente anche in caso di mancato rilascio della polizza indennitaria decennale postuma in occasione dell’atto di compravendita dell’immobile.

4 – Da quando si applica la nuova legge?

Le maggiori tutele previste dalla nuova legge si applicano a tutti i contratti (preliminari o definitivi) relativi a fabbricati abitativi per i quali il titolo abilitativo (permesso di costruire/SCIA/DIA) sia stato richiesto o presentato al Comune a decorrere dal 16 marzo 2019.

5 – La fidejussione ha una scadenza?

La fidejussione è efficace fino a quando l’assicurazione o la banca che l’ha rilasciata ricevano copia autentica dell’atto di trasferimento dell’immobile contenente l’attestazione del rilascio della polizza assicurativa decennale postuma.

Fino a quel momento, la somma garantita dalla fidejussione può essere pretesa dal futuro acquirente in caso di crisi dell’impresa costruttrice, se il futuro acquirente abbia comunicato di voler recedere dal contratto oppure se il notaio abbia attestato di non aver potuto ricevere l’atto di trasferimento per il mancato rilascio della polizza decennale postuma.

6 – Quali altri vantaggi dà l’intervento del notaio nel preliminare?

Il notaio assicura che fin dal momento del preliminare siano effettuate tutte le verifiche (visure ipotecarie) riguardanti l’esistenza di ipoteche o altri vincoli sull’immobile da costruire. Inoltre, il notaio è obbligato a trascrivere il contratto preliminare nei registri immobiliari, con l’effetto di proteggere l’acquirente dal rischio di ipoteche o vincoli successivi alla trascrizione stessa (purché la vendita intervenga entro tre anni).

7 – Cosa deve contenere il preliminare?

Oltre all’indicazione del rilascio della fidejussione ed all’attestazione della sua conformità al modello ministeriale, il preliminare deve contenere:

– la descrizione dell’immobile da costruire, con i suoi confini, e delle pertinenze;

– l’indicazione degli eventuali atti d’obbligo, nonché l’esistenza di ipoteche o trascrizioni pregiudizievoli;

– il termine pattuito per l’esecuzione dei lavori, il prezzo e le modalità di pagamento;

– gli estremi del permesso di costruire e l’indicazione dell’esistenza di imprese appaltatrici;

– il capitolato con le caratteristiche dei materiali e gli elaborati di progetto.

8 – La legge tutela l’acquirente anche al momento della compravendita. Come?

La legge prevede che al momento della stipula del contratto di compravendita il costruttore debba consegnare all’acquirente una polizza assicurativa indennitaria decennale, a copertura dei danni materiali subiti dall’immobile per effetto di rovina totale o parziale o di gravi difetti costruttivi dell’opera.

Il contratto di compravendita deve contenere l’indicazione degli estremi della polizza decennale.

In caso di mancata consegna della polizza, il notaio non procede a ricevere l’atto e l’acquirente che abbia comunicato la propria volontà di recedere dal contratto ha diritto di ottenere dalla società o dalla banca che ha rilasciato la fidejussione il risarcimento di quanto versato al costruttore.

9 – Cosa succede se non si rispetta la norma?

Il mancato rispetto dell’obbligo di stipulare il preliminare con atto pubblico o scrittura privata autenticata comporta la nullità assoluta del contratto per mancanza di forma. L’intervento del notaio nella stipula del contratto preliminare e del contratto definitivo garantisce il rispetto dell’obbligo di consegna della fidejussione (nel preliminare) e della polizza decennale (nel definitivo), che il notaio è tenuto ad indicare nel contratto.

10 – Cosa fare, quindi, se si intende acquistare dal costruttore un immobile non ancora ultimato?

Ciò che prima della riforma era un’opportunità raccomandata, ora è un obbligo di legge: rivolgersi al notaio, affidandogli l’esecuzione, oltre che delle verifiche sull’inesistenza di ipoteche o vincoli di altro tipo, del controllo sul rilascio della fidejussione.

Fonte: Consiglio Nazionale del Notariato

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L’Analisi sui Fallimenti delle imprese in Italia – Q3 2018

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Continua il trend positivo in materia di fallimenti per le imprese in Italia. Secondo il quadro tracciato a settembre 2018 da CRIBIS con l’Analisi dei fallimenti in Italia emerge un nuovo calo di questo fenomeno a livello nazionale.
Tutti i settori mostrano un trend positivo a confronto con il 2017, a partire dal comparto industriale che registra una diminuzione dei fallimenti dell’11,6%. Il settore che registra il calo meno significativo è quello dell’edilizia, con una diminuzione del 4,3%. Il comparto del commercio è ancora una volta quello che registra il più alto numero di fallimenti, seppur in calo del 4,7% a confronto con il 2017.
A livello regionale, nel terzo trimestre 2018 le aree più interessate dal fenomeno restano Lombardia, Lazio e Toscana.

Fonte CRIBIS

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Il certificato ipocatastale ex art. 567

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Il certificato ipocatastale ventennale è un certificato emesso dall’Agenzia del Territorio (ex Conservatoria) nel quale vengono indicati tutti i passaggi di proprietà di determinati immobili e tutte le formalità pregiudizievoli gravanti su di esso (es. pignoramenti, ipoteche, ecc.) intercorsi nell’ultimo ventennio. Si tratta di un documento indispensabile per sottoporre un bene immobile ad esecuzione forzata.
Il nostro studio mette a disposizione dei propri clienti la professionalità e l’esperienza necessarie per richiedere e interpretare al meglio il certificato.

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Bar e tabacchi: performance di pagamento negative nel Q2 2018.

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Secondo i dati diffusi da CRIBIS il secondo trimestre 2018 presenta il settore “Bar e Tabacchi” con performance di pagamento negative: solo il 14,8% delle imprese del settore rispetta i termini di pagamento concordati. Si tratta di un dato molto negativo considerando che la media delle imprese raggiunge una percentuale di puntualità del 36,7%.

Nel settore, i dati peggiori provengono nello specifico da Bar, birrerie e paninoteche. Migliori i dati dei Tabaccai, che saldano a scadenza il 21.4% delle fatture. Nel complesso, si assiste da alcuni anni ad un peggioramento delle performance di pagamento in questo settore.

 

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Andamento del mercato immobiliare.

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Il volume di compravendite di abitazioni in Italia è stato nel 2017 pari a 542.480 NTN, facendo registrare per il comparto residenziale il quarto incremento annuo consecutivo, +4,9% rispetto al dato del 2016. Gli andamenti e la distribuzione dei volumi di scambio per macro aree geografiche evidenziano, nel 2017 rispetto al 2016, rialzi più accentuati nelle aree del Nord Ovest, dove si  concentra oltre un terzo del mercato nazionale (+5,3%) e del Sud (+5,8%). L’incremento minore, +3,5%, si registra nel Centro che rappresenta una quota di mercato pari a circa il 21%. Infine, sono in linea con il dato nazionale i rialzi nel Nord Est e nelle Isole. L’analisi condotta nel dettaglio dei comuni capoluogo e non capoluogo mostra come la crescita complessiva, osservata a livello azionale, sia lievemente maggiore nei comuni non capoluogo, +5,2%, rispetto alle compravendite nei capoluoghi, +4,4%. Tra le diverse aree del paese, i comuni non capoluogo nel Sud presentano l’incremento più elevato, +6%; di contro, nei capoluoghi del Centro e del Nord Est la crescita si attesta al 3,2%.
Nel 2017, l’IMI (intensità del mercato immobiliare) è pari all’1,59%. La quota di abitazioni compravendute, rispetto allo stock esistente, è circa l’1,9% nel Nord Ovest e nel Nord Est, 1,7% circa nel Centro e si attesta intorno all’1,1% nel Sud e nelle Isole. In particolare, i capoluoghi del Nord Ovest con un IMI pari al 2,43% mostrano la migliore dinamica di mercato. L’IMI supera il 2% anche nei capoluoghi del Centro e del Nord Est. Sempre in termini di intensità del mercato immobiliare, i comuni minori nelle Isole e nel Sud sono quelli con i valori più bassi dell’IMI, prossimi all’1%.

Clicca qui per scaricare il rapporto completo dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate.

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Andamento del mercato delle aste immobiliari.

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Cala il numero delle aste immobiliari. Nel 2017, sono state oltre 234.340 le esecuzioni esperite in tutta Italia, per un valore a base d’asta pari a 30,2 miliardi di euro. Mentre nel 2016, erano 267.323, il 12,4% in più. Oltre il 44% delle aste ricade nelle regioni del Nord Italia.

Nel 2017, al primo posto per numero di esecuzioni immobiliari si conferma la Lombardia. Qui si trovano il 19% degli immobili messi all’asta in Italia. Al secondo posto c’è la Sicilia, seguita da Veneto, Puglia e Piemonte.

Oltre sette immobili su dieci di quelli messi all’asta è un’abitazione. Molti sono gli appartamenti, le mansarde, seguono gli attici, ville e villette, nella maggior parte di casi tutte abbinate ad autorimesse e/o cantine.

Solo il 4% sono negozi e uffici da sommare al 7% dei capannoni industriali e commerciali artigianali, opifici e laboratori artigianali.

Fonte: https://www.entietribunali.it/notizie/immobili-asta-andamento-mercato

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Trend fallimenti Q1 2018.

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Prosegue l’inversione di tendenza in materia di fallimenti per le imprese italiane: è quanto emerge dai dati resi pubblici da CRIF relativi al primo trimestre del 2018. I dati segnano un’ulteriore diminuzione dei fallimenti in Italia che passano da 2.998 del mese di marzo 2017 a 2.972 di quest’anno. Nella scheda qui sopra un esempio dell’andamento regione per regione.

Consigliamo sempre di effettuare delle verifiche sulle aziende con le quali si devono effettuare delle transazioni, sia che si tratti di clienti che di fornitori, al fine di valutare l’affidabilità e il rischio connesso ad ogni operazione.

Per maggiori informazioni sui report che possiamo fornirti puoi scriverci, senza alcun impegno, a info@gp-consult.it. Cercheremo la soluzione più adatta alle esigenze della tua azienda!

 

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Il Veneto si conferma al primo posto per puntualità nei pagamenti

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Secondo l’ultimo Studio Pagamenti CRIBIS rilasciato in questi giorni, a giugno 2018 emerge il primato, a livello nazionale, delle imprese venete, puntuali nei pagamenti nel 46.5% dei casi e virtuose nel contenere i ritardi gravi al 6.4% dei pagamenti totali.

Dalla comparazione tra provincie emerge il primato di Vicenza (con il 50.6% di pagamenti entro i termini e 5.5% di ritardi gravi).

L’analisi per settore vede al primo posto i Servizi Finanziari con il 52.8% di pagamenti puntuali e in coda il settore retail, che paga entro la scadenza il 35.0% delle fatture.

Nel dettaglio per tipologia di azienda le micro-imprese si rivelano le più puntuali nei pagamenti, con il 48.1% di pagamenti effettuati entro la scadenza; allo stesso tempo, nel panorama regionale, mostrano la più alta percentuale (7,1%) di ritardi oltre 30 giorni, valore comunque inferiore alla media nazionale, che si attesta all’11.1%.