Immobiliare

La cessione dei beni nel concordato. Studio n. 14/2020 del Consiglio Nazionale del Notariato.

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Lo studio si incentra sulle forme delle cessioni in ambito concordatario, tanto con riferimento alla legislazione vigente come a quella derivante dal codice della crisi. In particolare lo stesso si sofferma sui riflessi della regola di competitività, che caratterizza la liquidazione concordataria, sia sul procedimento che sull’esito della vendita. Il tutto con particolare attenzione agli aspetti che riguardano gli atti di trasferimento che conseguono tanto alle vendite organizzate secondo il codice di procedura, come quelle conseguenti alle vendite a schema libero, in quest’ultimo caso verificando l’applicabilità delle ipotesi di nullità previste dalle leggi per le cessioni fra vivi, nonché le problematiche scaturenti da eventuali vizi procedurali.

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Fisco

Decreto liquidità: nuova circolare dell’Agenzia delle Entrate (n. 9 del 13 aprile 2020).

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Con la circolare n. 9 del 13 aprile 2020, l’Agenzia delle Entrate effettua una nuova ricognizione delle disposizioni emanate negli ultimi giorni per far fronte alla crisi di liquidità determinata dall’emergenza Covid19, inquadrando l’ambito applicativo di riferimento, coordinando gli ultimi chiarimenti con quelli forniti in altri documenti di prassi e rispondendo, allo stesso tempo, ai numerosi quesiti posti da associazioni di categoria, operatori e stampa specializzata.

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Decreto Liquidità 8 aprile 2020: misure per il sostegno finanziario di imprese e professionisti.

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Risorse fino a 400 miliardi di euro per sostenere la liquidità di imprese e professionisti attraverso il Fondo centrale di garanzia PMI e le garanzie rilasciate da SACE, sospensione di pagamenti fiscali e contributivi, differimento delle scadenze fiscali, disciplina golden power ampliata nei settori di rilevanza strategica nazionale e molto altro.

Clicca qui per scaricare il testo completo del Decreto Liquidità (D.L. n. 23 del 2020) pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

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Pubblicato il nuovo modulo per accedere al Fondo per la sospensione dei mutui sulla prima casa.

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È stata pubblicata la nuova modulistica, aggiornata e semplificata rispetto al modello precedente, per presentare la domanda di sospensione del mutuo tramite l’accesso al Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa.
Per facilitare e velocizzare ulteriormente le procedure, il nuovo modello, reperibile sui siti del Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia e delle Finanze, di Consap e dell’Abi, potrà essere compilato direttamente online ed inviato secondo le modalità indicate da ciascuna banca.

A seguito della firma del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto attuativo dell’art. 54 del DL “CuraItalia” che integra la disciplina del cosiddetto fondo Gasparrini, che prevede il diritto, per i titolari di un mutuo contratto per l’acquisto della prima casa che siano nelle situazioni di temporanea difficoltà previste dal regolamento, di beneficiare della sospensione del pagamento delle rate fino a 18 mesi.
In seguito all’emergenza Covid, l’operatività del fondo Gasparrini è stata estesa, consentendo di accedere al medesimo anche ai lavoratori dipendenti con riduzione o sospensione dell’orario di lavoro (ad esempio per cassa integrazione) per un periodo di almeno 30 giorni e ai lavoratori autonomi e ai professionisti che abbiano subito un calo del proprio fatturato superiore al 33% rispetto al fatturato dell’ultimo trimestre 2019. Inoltre, per tutte le ipotesi di accesso al Fondo:

  • non è più richiesta la presentazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE);
  • è possibile beneficiare anche per chi ha già fruito in passato della sospensione (purché l’ammortamento sia ripreso da 3 mesi);
  • è stato previsto che il Fondo sopporti il 50% degli interessi che maturano nel periodo della sospensione.

Per ottenere rapidamente la sospensione del mutuo il cittadino, in possesso dei requisiti previsti per l’accesso al Fondo e che si trovi nelle situazioni in cui è previsto l’intervento dello stesso, deve prendere contatto con la banca che ha concesso il mutuo, la quale dietro presentazione della documentazione necessaria procede alla sospensione del finanziamento.

Fisco

Misure fiscali del “Cura Italia”: lo stop per la successione.

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Anche la dichiarazione di successione beneficia della sospensione dei termini per l’emergenza Covid-19. L’appuntamento dichiarativo dei chiamati all’eredità, infatti, rientra a pieno titolo fra gli “adempimenti tributari” sospesi dal decreto “Cura Italia”, al momento all’esame del Parlamento per la sua conversione in legge, (articolo 62 del Dl n. 18/2020) che ha previsto la sospensione degli adempimenti tributari diversi dai versamenti, nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020.

Anche se la proroga del termine di presentazione della dichiarazione di successione non è espressamente menzionata nel testo normativo “d’emergenza”, questa potrebbe rientrare nella sospensione degli adempimenti tributari in senso lato, come indicato, tra l’altro, dal ministero dell’Economia e delle Finanze sul sito istituzionale. In relazione alla denuncia di successione, i termini entro cui presentare il modello dichiarativo beneficiano della stessa sospensione riservata agli adempimenti tributari. Appare chiaro infatti che di adempimento tributario si tratta, visto che l’invio dell’apposito modello all’Agenzia delle entrate deve essere effettuato entro 12 mesi dalla data del decesso, ai sensi dell’articolo 31 del Tu n. 346/1990, ed è finalizzato al pagamento delle imposte.
Se il termine di presentazione della dichiarazione di successione cade tra l’8 marzo e il 31 maggio 2020, per effetto della misura di sospensione dei termini, l’adempimento dovrà essere effettuato entro il 30 giugno 2020, come previsto dall’articolo 62, contenuto tra le disposizioni fiscali a sostegno della liquidità delle famiglie e delle imprese contenute del “Cura Italia”.

Il contribuente che comunque intende presentarla, è tenuto a pagare le relativa imposte e diritti, in quanto tali versamenti ad oggi non rientrano tra quelli sospesi.
Gli uffici dell’Agenzia continueranno a lavorare le dichiarazioni di successione presentate in questa fase di emergenza, in modo quanto più tempestivo per consentire al contribuente un veloce accesso ai conti del de cuius.
Considerato il periodo eccezionale, il contribuente che non può trasmettere la successione telematica in autonomia, potrà presentarla, come previsto dalle istruzioni alla “dichiarazione di successione e domanda di voltura catastale”, per il tramite dell’Ufficio competente in base all’ultima residenza del defunto, tramite Pec o e-mail, inviando il modello (conforme a quello approvato) compilato e sottoscritto, allegando il documento di identità, l’atto notorio e tutta la documentazione necessaria alla lavorazione da parte delle strutture dell’Agenzia, impegnandosi a depositare tutti gli originali una volta finito il periodo di emergenza.
Unitamente alla dichiarazione il contribuente dovrà presentare anche il modello F24 con il versamento delle imposte e dei tributi autoliquidati o la richiesta di addebito tramite l’apposito modello con le coordinate del proprio conto corrente.

Nei casi residuali in cui è ammesso, il contribuente potrà inviare al medesimo Ufficio il modello di successione 4, cioè quello cartaceo, avvalendosi sempre della Pec, e-mail, raccomandata. Sarà cura dello stesso contribuente comunicare all’Ufficio un riferimento e-mail e un numero di telefono su cui ricevere eventuali comunicazioni e informazioni.

Fonte Fisco Oggi

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D.L. Cura Italia nell’analisi dell’Ordine Nazionale dei Commercialisti.

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Il decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, denominato “Cura Italia”, introduce una serie di misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19, per complessivi 25 miliardi, che va ad aggiungersi ai precedenti interventi confluiti nei decreti-legge n. 14 del 9 marzo 2020, n. 11 dell’8 marzo 2020, n. 9 del 2 marzo e n. 6 del 22 febbraio.

Le misure si muovono lungo quattro direttrici:

  1. finanziamento e potenziamento della capacità di intervento del Sistema sanitario, della Protezione civile e degli altri soggetti pubblici impegnati sul fronte dell’emergenza;
  2. sostegno ai lavoratori e alle aziende per la difesa del lavoro e del reddito;
  3. sostegno alla liquidità delle famiglie e delle micro, piccole e medie imprese, tramite il sistema bancario e l’utilizzo del fondo centrale di garanzia;
  4. sospensione degli obblighi di versamento di tributi e contributi e di altri adempimenti fiscali e introduzione di incentivi fiscali.

Il documento fornisce una prima sintesi delle disposizioni di maggiore interesse, rimandando ulteriori approfondimenti a successivi interventi.

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Coronavirus: nuovo modello autodichiarazione aggiornato al 23 marzo.

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Il D.P.C.M. 22 marzo 2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 76 del 22 marzo, ha rimodulato le indicazioni relative al sistema di misure per il contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.
Sono state riviste in modo restrittivo le circostanze che legittimano gli spostamenti al di fuori della propria abitazione. Ciò ha comportato un aggiornamento del modello di autodichiarazione da compilare per motivare lo spostamento stesso.
Ci si può quindi muovere soltanto per i seguenti motivi: comprovate esigenze lavorative, esigenze di assoluta urgenza e motivi di salute.
Il nuovo D.P.C.M. abolisce la previsione, contenuta, nell’art. 1, comma 1, lett. a) del D.P.C.M. 8 marzo 2020, che assicurava il rientro tout court nel luogo di domicilio, abitazione o residenza.
Tale rientro è consentito solo nel caso in cui lo spostamento all’esterno è connesso ai motivi sopra elencati. Ad esempio, rientra negli spostamenti per comprovate esigenze lavorative, il tragitto (anche pendolare) effettuato dal lavoratore dal proprio luogo di residenza, dimora e abitazione al luogo di lavoro. Rientrano nelle esigenze di assoluta urgenza, anche i casi in cui l’interessato si rechi presso grandi infrastrutture del sistema dei trasporti (aeroporti, porti e stazione ferroviari) per trasferire propri congiunti alla propria abitazione.

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Fisco

La sospensione IVA 2019 e gli ultimi provvedimenti approvati

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Da Fisco7 – Il decreto Cura Italia approvato dal Governo contiene una sospensione generalizzata del versamento dei tributi e dei contributi a cominciare, ovviamente, dal versamento dell’IVA. Imprese, professionisti, artigiani, commercianti con fatturato fino a 2 milioni di euro, potranno effettuare il versamento entro il 31 maggio prossimo.

La misura varata dal Governo, infatti, prevede lo stop al versamento dell’IVA che scade il 16 marzo 2020 ma si applica (sembrerebbe) soltanto a una fascia di contribuenti con un fatturato circoscritto a un limite ben individuato.

Detta sospensione è estesa altresì al versamento di contributi e ritenute.

Rispetto alle aspettative e agli annunci del Governo dei giorni scorsi, però, l’intervento approvato ha una portata ridotta in quanto tale misura trova un limite nelle soglie di fatturato e anche nella tempistica per la sua approvazione, a ridosso della scadenza.

Va ricordato, infatti, che il Consiglio Nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili aveva chiesto ufficialmente il rinvio della scadenza per il versamento del saldo IVA relativo al periodo d’imposta 2019 nonché dell’IVA e delle ritenute fiscali e previdenziali relative al mese di febbraio 2020, previsti per il 16 marzo 2020.

Dal documento approvato, inoltre, si può desumere la sospensione per le attività dell’Agenzia delle Entrate e della riscossione. A tal proposito, il 12 marzo 2020, il direttore dell’Agenzia delle Entrate, con un comunicato stampa, aveva anche anticipato lo stop alle attività di liquidazione, controllo, accertamento, accessi, ispezioni e verifiche, riscossione e contenzioso tributario da parte degli uffici dell’Agenzia delle Entrate, salvo che non siano in imminente scadenza.

La sospensione coinvolge anche i termini previsti per le cartelle di pagamento, per il saldo e stralcio e per la rottamazione ter. Rimangono fermi ai box anche l’invio delle cartelle in generale e la notifica degli atti esecutivi.

Massimo D’Amico – Centro Studi CGN

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Coronavirus, l’Agenzia apre gli uffici soltanto per la ricezione degli atti

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Dal 10 marzo, gli uffici territoriali e uffici provinciali-territorio dell’Agenzia delle entrate rimarranno aperti soltanto per la ricezione degli atti. In particolare, presso le sedi degli uffici sarà possibile consegnare documenti e richiedere servizi per la successiva lavorazione in back-office.
La misura è stata adottata in relazione all’emergenza sanitaria derivante dalla diffusione del Covid-19 e a seguito dell’emanazione del Dpcm del 9 marzo 2020, per ridurre al minimo l’affluenza dei contribuenti agli sportelli e le occasioni di contagio.

L’Agenzia invita a utilizzare i canali telematici per la richiesta di servizi e ricorda che è possibile ricorrere alla posta elettronica certificata (gli indirizzi sono riportati sul sito internet delle Entrate nell’area nazionale e in quelle regionali) per la presentazione di istanze e documenti che saranno lavorati in back- office e il cui esito sarà comunicato dall’ufficio sempre con posta elettronica.

Operativi, inoltre, per contattare gli uffici, altri canali di comunicazione come Civis, posta elettronica non certificata e telefono. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito dell’Agenzia.

Per i servizi di assistenza di carattere generale è attivo il numero verde 800.90.96.96, contattabile da telefono fisso, o il numero 06/96.66.89.07 tramite cellulare.