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2019: fallimenti in calo.

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Secondo l’analisi di CRIBIS si torna ai livelli del 2010; con un trend positivo del settore dell’edilizia dal 2015. Inoltre i concordati preventivi sono diminuiti del 73,5% negli ultimi 6 anni.

Nel 2019 i fallimenti delle imprese italiane sono diminuiti dell’1,7% rispetto al 2018, passando da 11.233 a 11.044: è quanto emerge dall’Analisi dei fallimenti in Italia condotta da CRIBIS, società del Gruppo CRIF specializzata nella business information. I cali più significativi nel settore dell’edilizia (-12,2%, 1.974 aziende fallite) che conferma così il proprio trend positivo dal 2015; per la prima volta in aumento dagli ultimi cinque anni, invece, i fallimenti nel settore industriale (+3,8%, con 2.086 aziende vs 2.010) e nel commercio (+1,3%, 3.521 vs 3.475).

L’analisi di CRIBIS ha inoltre rilevato nel 2019 2.567 fallimenti nel settore dei servizi (-1,6%), a fronte dei 3.019 del 2015, anno nero per il comparto negli ultimi 10 anni, mentreil 2014 è stato l’anno con più imprese fallite nei settori del commercio (4.643), dell’edilizia (3.343) e dell’industria (3.247).

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Il Veneto si conferma al primo posto per puntualità nei pagamenti

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Secondo l’ultimo Studio Pagamenti CRIBIS rilasciato in questi giorni, a giugno 2018 emerge il primato, a livello nazionale, delle imprese venete, puntuali nei pagamenti nel 46.5% dei casi e virtuose nel contenere i ritardi gravi al 6.4% dei pagamenti totali.

Dalla comparazione tra provincie emerge il primato di Vicenza (con il 50.6% di pagamenti entro i termini e 5.5% di ritardi gravi).

L’analisi per settore vede al primo posto i Servizi Finanziari con il 52.8% di pagamenti puntuali e in coda il settore retail, che paga entro la scadenza il 35.0% delle fatture.

Nel dettaglio per tipologia di azienda le micro-imprese si rivelano le più puntuali nei pagamenti, con il 48.1% di pagamenti effettuati entro la scadenza; allo stesso tempo, nel panorama regionale, mostrano la più alta percentuale (7,1%) di ritardi oltre 30 giorni, valore comunque inferiore alla media nazionale, che si attesta all’11.1%.