Fisco

Superbonus 110%. L’ultimo studio del Notariato.

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Il cosiddetto “decreto rilancio”, nel tentativo di sostenere il settore edilizio e di invogliare i
contribuenti ad effettuare lavori di una certa importanza sui propri immobili, ha aumentato al
110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022 (termine,
quest’ultimo, fissato dalla legge di bilancio n. 178 del 30 dicembre 2020) per determinati
interventi di efficientamento energetico e di riduzione del rischio sismico. A questi interventi
possono aggiungersi altri interventi minori purché eseguiti contestualmente ai primi che, a
determinate condizioni, godranno anch’essi della detrazione maggiorata.
Questa misura di particolare favore è comunemente denominata “superbonus”. 

Ne parla l’ultimo studio del Consiglio Nazionale del Notariato. Clicca qui per scaricarlo.


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Fisco

Decreto liquidità: nuova circolare dell’Agenzia delle Entrate (n. 9 del 13 aprile 2020).

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Con la circolare n. 9 del 13 aprile 2020, l’Agenzia delle Entrate effettua una nuova ricognizione delle disposizioni emanate negli ultimi giorni per far fronte alla crisi di liquidità determinata dall’emergenza Covid19, inquadrando l’ambito applicativo di riferimento, coordinando gli ultimi chiarimenti con quelli forniti in altri documenti di prassi e rispondendo, allo stesso tempo, ai numerosi quesiti posti da associazioni di categoria, operatori e stampa specializzata.

Clicca qui per scaricare la circolare.

Servizi

Informazioni commerciali aziende

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L’informazione commerciale è uno strumento di supporto alle decisioni nell’ambito del credito e in particolare del credito commerciale.

Per consentire ai propri clienti di disporre in ogni momento di un supporto affidabile per un primo esame della solidità finanziaria di un’impresa, i nostri partners hanno sviluppato un sistema di rating che integra le informazioni che provengono dalle fonti pubbliche (Camere di Commercio, Tribunali e Uffici di Pubblicità Immobiliare) e, grazie all’applicazione di sofisticati algoritmi su base statistica, esprimono un giudizio sull’affidabilità creditizia e finanziaria di qualsiasi impresa italiana.

Il rating è pertanto un indice che consente di valutare rapidamente l’affidabilità finanziaria di un’impresa attraverso l’analisi delle variabili demografiche dell’impresa (forma giuridica, anzianità, settore economico, ecc.), degli elementi anagrafici di titolari e soci, di informazioni di bilancio (fatturato, debiti, ratios finanziari, ecc.) e di informazioni settoriali.

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Si prega di inserire: denominazione, sede e codice fiscale/P. IVA

Fisco

D.L. Cura Italia: 600 Euro una tantum alle Partite IVA.

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Secondo l’articolo 26 del D.L.  “Cura Italia” del 16 marzo 2020 “ai liberi professionisti titolari di partita iva attiva alla data del 23 febbraio 2020 e ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data, iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, è riconosciuta un’indennità per il mese di marzo pari a 600 euro. L’indennità di cui al presente articolo non concorre alla formazione del reddito ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.”

Si precisa che il testo non è definitivo e che il testo ufficiale sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale in giornata.

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Coronavirus, l’Agenzia apre gli uffici soltanto per la ricezione degli atti

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Dal 10 marzo, gli uffici territoriali e uffici provinciali-territorio dell’Agenzia delle entrate rimarranno aperti soltanto per la ricezione degli atti. In particolare, presso le sedi degli uffici sarà possibile consegnare documenti e richiedere servizi per la successiva lavorazione in back-office.
La misura è stata adottata in relazione all’emergenza sanitaria derivante dalla diffusione del Covid-19 e a seguito dell’emanazione del Dpcm del 9 marzo 2020, per ridurre al minimo l’affluenza dei contribuenti agli sportelli e le occasioni di contagio.

L’Agenzia invita a utilizzare i canali telematici per la richiesta di servizi e ricorda che è possibile ricorrere alla posta elettronica certificata (gli indirizzi sono riportati sul sito internet delle Entrate nell’area nazionale e in quelle regionali) per la presentazione di istanze e documenti che saranno lavorati in back- office e il cui esito sarà comunicato dall’ufficio sempre con posta elettronica.

Operativi, inoltre, per contattare gli uffici, altri canali di comunicazione come Civis, posta elettronica non certificata e telefono. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito dell’Agenzia.

Per i servizi di assistenza di carattere generale è attivo il numero verde 800.90.96.96, contattabile da telefono fisso, o il numero 06/96.66.89.07 tramite cellulare.

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Le spese urgenti per le parti comuni anticipate dal singolo condomino.

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Le spese per la manutenzione delle parti comuni dell’edificio condominiale devono essere ripartite tra tutti i condomini. Generalmente, queste spese vengo ripartite proporzionalmente alle quote millesimali di proprietà, fatta eccezione per i casi in cui non sia disciplinato diversamente da un accordo preso all’unanimità.
Può capitare che un singolo condomino per motivi di urgenza debba sostenere delle spese per le parti comuni. La Corte di Cassazione si è recentemente espressa su questa tematica. Nello specifico, alcuni condomini avevano anticipato delle spese per lavori di manutenzione straordinaria e successivamente avevano richiesto il rimborso agli altri condomini, i quali si opponevano. Nei primi due gradi di giudizio la domanda era stata rigettata in quanto non era stata provata l’urgenza, ma la Corte di Cassazione ha ribaltato il giudizio.
La Cassazione ha ribadito che il singolo condomino ha diritto al rimborso solo se riesce a dimostrare che non sarebbe stato possibile rimandare la spesa in questione senza danno o pericolo a sé, a terzi o allo spazio comune (art 1134 c.c.). E’ necessario dunque provare la necessità di agire prima di quando avrebbero potuto farlo l’amministratore o l’assemblea dei condòmini.

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Scadenza IMU e TASI 2018.

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Si avvicina la scadenza della seconda rata di IMU e Tasi (17 dicembre 2018). Obbligati al versamento saranno i proprietari di prime case di lusso e di immobili diversi dall’abitazione principale. Di seguito maggiori dettagli.
Tasi prima casa 2018
La Tasi non va pagata per le case utilizzate dal proprietario come prima casa, come stabilisce il decreto Salva-Italia. Si tratta dell’immobile in cui vivono e risiedono anagraficamente il proprietario e il suo nucleo familiare.
Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare risiedano in case diverse, ma nello stesso Comune, solo una abitazione sarà esentata dal pagamento. Mentre, se le case sono in Comuni diversi, entrambe possono ottenere l’esenzione. La casa deve essere iscritta come un’unica unità immobiliare.
Rientrano nell’esenzione dal pagamento della Tasi anche le pertinenze dell’abitazione principale, sempre nei limiti fissati dal 2012, ma solo una pertinenza per ciascuna categoria catastale.:
box auto (categoria catastale C-6);
tettoie e i magazzini (C-7);
locali di sgombero e cantine (C/2).
IMU case di lusso
L’esenzione non vale per le case di lusso, che dovranno pagare sia l’Imu che la Tasi anche per il 2018. Le categorie catastali A1, A8 e A9 (ovvero case signorili, ville e castelli), però, possono pagare l’Imu 2018 con un’aliquota agevolata al 4 per mille e una detrazione di 200 euro. Ma ci sono ville di lusso che sono esenti dal pagamento: si tratta delle villette inserite nella categoria catastale A7.
Aliquota IMU canone concordato
La legge di stabilità 2016 prevedeva agevolazioni anche per quanto riguarda le case date in affitto a canone concordato, che usufruiscono di una riduzione Imu del 25%.
Tasi comodato uso gratuito
Per i proprietari di casa che concedono ai figli un immobile in comodato gratuito, è prevista una riduzione del 50% della base imponibile dell’imposta. Sempre se e quando si rispettino determinate condizioni.
Tasi inquilini
La Legge di Stabilità prevede l’abolizione della Tasi 2018 anche per gli inquilini che hanno scelto l’unità immobiliare come abitazione principale. Mentre devono continuare a pagarla gli studenti fuorisede e chi si muove per lavoro senza spostare la propria residenza. La quota abolita agli inquilini non si sposterà sui proprietari che continueranno a pagare una quota tra il 70 e il 90%.
Tasi coniugi separati
Per quanto riguarda i separati e i divorziati, nel caso i cui casa coniugale venga assegnata all’ex partner da una sentenza di separazione o per annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, non dovranno pagare la Tasi. I separati che escono dall’abitazione dell’ex coniuge non pagano le tasse sulla prima casa.
IMU immobili invenduti
Gli immobili invenduti delle imprese costruttrici continueranno a pagare l’Imu, ma con un’aliquota agevolata dell’1 per mille.
IMU e Tasi per i residenti all’estero
Anche i cittadini residenti all’estero dovranno pagare l’Imu e la Tasi, a eccezione dei cittadini che percepiscono una pensione nel Paese di residenza, a condizione che l’immobile posseduto in Italia non sia locato o dato in comodato d’uso.
IMU e Tasi case inagibili e dimore storiche
I proprietari di immobili inagibili, inabitali e dimore storiche hanno diritto ad una riduzione del 50% della base imponibile di Imu e Tasi.
IMU terreni agricoli 2018 e imbullonati
Dal 2017 è entrato in vigore l’esenzione dell’Imu per i terreni agricoli, in riferimento ai coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli professionali (IAP). La legge di Stabilità 2016 aveva cancellato la classificazione dell’Istat fra tra terreni montani, parzialmente montani o di pianura reintroducendo la vecchia classificazione dei terreni agricoli.
Si ricorda, inoltre, che a partire dal primo gennaio 2016 le imprese possono escludere i macchinari imbullonati dal calcolo della rendita e quindi dalla base imponibile fiscale per il pagamento dell’Imu.

Fonte Idealista.it